Le tracce soddisfano i requisiti minimi: almeno dieci creste o una caratteristica specifica
Otto impronte parziali. Questo il risultato dell’incidente probatorio, concluso ieri, e disposto dal gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, nella nuova indagine che ipotizza il coinvolgimento di Andrea Sempio, insieme ad altre persone, nell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007, per il quale Alberto Stasi, allora ragazzo della vittima e che si è sempre detto innocente, è stato condannato in via definitiva a 16 anni nel 2015. Delle otto impronte parziali, sei sono state rinvenute sul sacchetto con i cereali e due su quello della spazzatura, sequestrati subito dopo l’assassinio. Secondo quanto riferito, le tracce soddisfano i requisiti minimi – almeno dieci creste o una caratteristica specifica -, anche se non è ancora chiaro se potranno essere utilizzate: saranno fotografate e inviate a un esperto della Polizia scientifica di Torino che dovrà valutare la possibilità di confronto con le impronte già acquisite, tra cui quelle di Chiara e di chi entrò nella casa nelle ore del delitto. Per completare le analisi, è stata richiesta una proroga, visto che i 90 giorni previsti dalla nomina dei periti (17 giugno) non sono sufficienti. Le parti sono state convocate dalla giudice per discuterne il 26 settembre.