Il colosso dell’occhialeria punta ad estendere la sperimentazione su quattro giorni

Il tema della settimana corta, con una diversa organizzazione dell’orario di lavoro, torna al centro dell’attenzione, dopo l’annuncio da parte di EssilorLuxottica di voler coinvolgere uno dei suoi stabilimenti produttivi in maniera stabile e duratura. A partire da gennaio, dopo una prima parziale sperimentazione nel 2024, è prevista, infatti, la partenza del progetto che prevede 20 settimane di quatto giorni lavorativi a parità di stipendio. Nella sperimentazione, secondo i dati presentati dall’azienda, è migliorata la produttività e si è risparmiato su una parte dei costi fissi, aspetti che il sindacato rivendicherà in fase di trattativa. Essilor occupa 12.500 addetti. In Parlamento, sono depositate diverse proposte di legge, principalmente della minoranza parlamentare, che prevedono una riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio, mentre diverse delle sperimentazioni in corso mantengono le stesse ore, ma spalmate in maniera diversa nella settimana. Molti sondaggi effettuati fra i dipendenti, però, sembrano ancora prediligere l’opzione smart working, soprattutto se l’alternativa è la diversa collocazione dell’orario di lavoro. Nei fatti, la settimana corta, anche al netto di una formulazione di legge, è impiegata spesso nella gestione dei picchi produttivi o, nell’ambito degli accordi di solidarietà sottoscritti dalle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, di esuberi funzionali.