di Francesco Paolo Capone

Un lunedì nero oggi, non solo per le notizie che arrivano dai vari scenari di guerra, ma anche per quella inaccettabile e insostenibile scia di sangue che percorre il mondo del lavoro.
Sono morti oggi tre operai in diversi luoghi di lavoro, che cancellano qualsiasi divario tra Nord e Sud d’Italia. Un incidente è avvenuto a Torino, dove, in via Genova, il cestello di una gru è precipitato insieme ad un operaio egiziano di 68 anni; l’altro, nel catanese, a Riposto, dove alle 8 di stamattina un operaio 50enne è morto dopo essere precipitato da un’impalcatura di una ditta impegnata nell’ampliamento di un capannone; il terzo, a Monza, in un’azienda che produce e vende valvole industriali, un 48enne è morto in circostanze ancora da accertare.
Si tratta di tre tragiche conferme dei dati pubblicati la settimana scorsa dall’Inail. Dati che contenevano una notizia confortante, in termini percentuali, ma drammatica in numeri assoluti: a fronte di un calo degli infortuni (-1,2%) e dei decessi (-0,7%) rispetto ai primi sette mesi del 2024, si sono verificate ben 432 morti in occasione di lavoro nei primi sette mesi del 2025. Una fotografia che restituisce una vera e propria strage, che noi dell’UGL non smetteremo mai di denunciare e contrastare. Senza dimenticare che, sempre in termini di percentuali, gli infortuni in itinere sono aumentati dello 0,9% e i decessi a essi correlati sono cresciuti del 24,4%. In aumento del 9,9%, anche le patologie professionali denunciate per un totale di 59.857 casi. In particolare, preoccupa l’aumento delle denunce in alcune regioni: Veneto (+21), Piemonte e Basilicata (+6 entrambe), Marche, Liguria e Campania (+5 ciascuna). Di fronte a simili numeri, mi auguro e mi aspetto che non ci sia più nessuno disposto a derubricarli nella comoda categoria della fatalità.
È evidente, quindi, come sia necessario moltiplicare gli sforzi sul fronte della prevenzione, potenziando i controlli attraverso il coordinamento delle banche dati al fine di favorire un monitoraggio capillare. Al contempo, occorre investire nella formazione, a partire dalle scuole, per rafforzare la cultura della sicurezza. La tutela dei lavoratori deve diventare una priorità per un Paese che sancisce il diritto al lavoro nell’articolo 1 della Costituzione.
L’UGL è, dunque, favorevole alla prosecuzione dei tavoli di confronto a livello locale e nazionale per implementare le misure a presidio della sicurezza dei luoghi di lavoro e contrastare il fenomeno delle cosiddette morti bianche e per questa ragione parteciperà con impegno e massima responsabilità al tavolo che si terrà domani sul tema con la ministra del Lavoro, Marina Calderone, consapevole del fatto che ai grandi risultati si arriva per gradi e non per salti, ma che, allo stesso tempo, è urgente arrivare a delineare una strategia per arginare un fenomeno sotto qualsiasi punto di vista inaccettabile.