Sorpresa: a trainare adesso è l’Europa del Sud
Mentre la Francia oggi si appresta a vivere, politicamente parlando, una delle sue giornate più lunghe, quando dalle 15 di oggi in poi a Palais Bourbon, François Bayrou si giocherà il tutto per tutto, pur consapevole che con molta probabilità, dopo appena nove mesi, concluderà la sua esperienza da primo ministro, e la Germania, dopo un I trimestre del 2025 più vivace, vede adesso magre prospettive di crescita che potrebbero prefigurare una stagnazione o una recessione, considerando inoltre le sue difficoltà politiche fino all’elezione del governo Merz, i Paesi del Sud Europa, in particolare, Italia, Spagna e Grecia stanno vivendo una stagione di inedita stabilità.
Circostanza che i mercati premiano e infatti il Financial Times non ha mancato di sottolineare, con un articolo e soprattutto in un’analisi, l’inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni. Il più autorevole quotidiano finanziario-economico in lingua inglese e a livello mondiale ha dedicato spazio alla riscossa dell’Europa meridionale, che include anche gli indici azionari del Portogallo. Riscossa dovuta a una maggiore stabilità politica rispetto ai tradizionali Paesi trainanti del Vecchio Continente, cioè Francia e Germania. A differenza degli ex Pigs, ovvero i Paesi dell’Europa meridionale che erano diventati il fulcro della crisi del debito, oggi i deficit di nazioni come Italia e Grecia hanno un andamento positivo rispetto a quelli di Francia e Germania. Fatti che si riverberano sul funzionamento dei mercati azionari.
Stanno facendo meglio, anche a fronte di un ampio debito pubblico, riuscendo così a diminuire anche i loro i deficit. I mercati stanno valutando positivamente questa traiettoria, come dimostra l’andamento degli spread dei titoli governativi.
«I titoli di Stato italiani, spagnoli e greci hanno registrato un rally “inarrestabile” che ha ridotto il divario con i costi di finanziamento di riferimento della Germania quasi al minimo in oltre un decennio», ha scritto il quotidiano economico-finanziario. E scusate se è poco.
Ricordiamocelo: rispetto agli indici di Germania e Francia, i mercati azionari dell’Europa meridionale sono scambiati a rapporti prezzo/utili molto più bassi, offrendo agli investitori un punto di ingresso più conveniente nella crescita del continente.