A Udine per l’inaugurazione della nuova sede della Lega, il vicepremier è tornato a ribadire la sua contrarietà all’invio di truppe in Ucraina

«La Germania sta preparando il più grande esercito d’Europa, i francesi sono pronti a inviare militari a combattere in Ucraina. Io preferisco mandarli in piazza a Udine perché l’ennesimo accoltellato per mano di stranieri non si può tollerare. Noi la guerra ce l’abbiamo in casa. Un ragazzo per difendere una ragazza molestata dai soliti si è preso una coltellata alla schiena. Se dobbiamo aumentare i militari, usiamoli nelle piazze per proteggere i nostri cittadini, i nostri figli, le nostre mogli e le nostre famiglie». Il vicepremier Matteo Salvini è tornato a ribadire la sua contrarietà all’ipotesi di invio di truppe in Ucraina a margine dell’inaugurazione della nuova sede della Lega a Udine, soprattutto in relazione ai recenti casi di cronaca. Quello dell’invio di truppe in Ucraina è una discussione che si protrae a livello europeo da tempo, affrontata ancora ieri in occasione del vertice dei Volenterosi a Parigi, a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in collegamento da Roma. Ma sulla questione c’è piena convergenza nel governo, da sempre contrario all’ipotesi. «Nel ribadire l’indisponibilità dell’Italia a inviare soldati in Ucraina, il presidente Meloni ha confermato l’apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini», ha sottolineato una nota di Palazzo Chigi al termine della riunione della Coalizione dei Volenterosi.