Crescono in maniera esponenziale le denunce di malattia professionale

Più che di calo, si dovrebbe verosimilmente parlare di numeri stabili, tanto è vero che il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, e, con lui, anche i leader delle altre sigle sindacali principali, ha chiesto di non abbassare la guardia e di insistere sulla formazione, l’addestramento e i controlli ispettivi. Nei primi sette mesi dell’anno, fa sapere l’Inail, gli infortuni sul lavoro sono diminuiti dell’1,2%, mentre i decessi sono calati dello 0,7%, sempre rispetto allo stesso periodo del 2024. Un margine ridotto, quindi, soprattutto se si guarda al fatto che sono in crescita le denunce. Il dato sugli infortuni, per avere una migliore percezione dello stato dell’arte, andrebbe misurato tenendo conto degli occupati. Sempre l’Inail segnala, infatti, il calo dell’incidenza infortunistica calcolata ogni 100mila addetti. In questo senso, si è passati dalle 1.176 denunce ogni 100mila addetti del 2019 alle 1.010 denunce ogni 100mila addetti del 2025, con una riduzione del 14,1%. L’Ugl, da tempo, chiede ad Inail e Inps di fare uno sforzo ulteriore, fornendo i dati sull’incidenza infortunistica attraverso dei numeri indice che tengano conto dei diversi settori produttivi e per territorio, così da avere un quadro ancora più chiaro del fenomeno. Nel periodo considerato, sono state presentate anche poco meno di 60mila denunce di malattia professionale, in crescita di quasi dieci punti percentuali.