Ora è la Sinistra europea contro Ursula von der Leyen
È già successo due mesi fa con la mozione di sfiducia promossa da Gheorghe Piperea, eurodeputato romeno di Ecr, adesso è la Sinistra europea a rilanciare l’offensiva contro Ursula von der Leyen. Un fronte critico che comprende anche i socialisti, con la capogruppo, Iratxe Garcia Perez, senza dimenticare le parole sibilline del capodelegazione del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, secondo il quale von der Leyen «non valorizza la fiducia ricevuta dal Parlamento: ogni volta che si sposta a destra perde voti e rischia di compromettere la sua maggioranza».
Cosa si contesta a von der Leyen? L’assenza di una presa di posizione chiara sul conflitto in Medio Oriente e l’accordo sui dazi tra Ue e Usa, considerato dalla capogruppo della Sinistra europea, Manon Aubry, «un atto di vassallaggio verso Washington».
Ma c’è anche un’altra ragione: l’accordo con il Mercosur, il mercato comune dell’America meridionale. Un accordo che l’Italia aveva contestato insieme alla Francia, ma che, come risposta ai contraccolpi dovuti ai dazi e in seguito a trattative tra Bruxelles e Palazzo Chigi, il nostro Paese intenderebbe accettare in uno dei prossimi consigli europei, grazie alla possibilità, ottenuta dall’Italia, di aiutare, tramite sostegni economici, le imprese del comparto agricolo che potrebbero subire penalizzazioni dagli scambi con i paesi dell’America latina. In merito, si registrano i malumori della Lega e dei Patrioti.
Nel testo della mozione di sfiducia, ancora in via di definizione, dovrebbe così entrare anche una critica all’intesa Ue-Mercosur, che la Commissione punta ad adottare in questi giorni.