In legge di bilancio potrebbero trovare spazio altre misure di welfare aziendale
Fra le possibili novità che potrebbero trovare spazio nel disegno di legge di bilancio, che verrà presentato in Parlamento verso la fine di ottobre, sembra prendere quota l’adeguamento della soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto. La richiesta, sostenuta da tempo dalla Ugl e da altre sigle sindacali, è stata rilanciata dalla stessa premier Giorgia Meloni nei giorni scorsi, mentre è già stata oggetto di dibattito alla Camera e al Senato nell’ambito della discussione sulla delega fiscale. Al momento, la soglia di esenzione fiscale, per i buoni pasto elettronici, è fissata a otto euro, in seguito all’adeguamento che è arrivato alcuni anni fa. Tale soglia, però, appare al momento poco congrua, soprattutto se si considera l’impennata dei prezzi che si è registrata fra il 2021 e il 2022. In questo senso, innalzando la soglia di esenzione a dieci euro si recupererebbe quanto perso nei due anni in termini di potere d’acquisto. Come evidenziato più volte dagli esperti, il meccanismo che alimenta i buoni pasto è vincente per tutti i soggetti in campo: per i lavoratori, perché hanno a disposizione una somma netta; per i datori di lavoro, perché non hanno particolari oneri fiscali aggiuntivi; per lo stesso Stato, perché, a fronte di una copertura iniziale, la spesa successiva genera un ritorno in termini di Iva. Resta, però, il limite della ancora parziale diffusione fra i dipendenti.