di Francesco Paolo Capone
Proprio in tempi di guerre che arrivano a lambire i nostri confini, così come rivelato dall’attacco hacker russo occorso a Ursula von der Leyen, che ha costretto l’aereo della Presidente della Commissione Ue ad atterrare utilizzando mappe cartacee, è più che mai opportuno riproporre la necessità di un patto sociale con l’obiettivo di riuscire a sciogliere quei nodi, dei quali soffre la nostra economia, a fronte di altri ottimi e importanti risultati, come quelli relativi all’occupazione, e di preoccupanti novità che si muovono all’orizzonte.
Pericolose spinte, contrarie all’interesse delle economie europee e occidentali, arriveranno senza dubbio dall’alleanza antiatlantica, che punta a spostare il centro del mondo e del potere dall’Atlantico, appunto, all’Eurasia, sancita dalle strette di mano tra Xi-Jinping, Narendra Modi e Putin. Leader, quest’ultimo, che l’Europa dall’invasione dell’Ucraina in poi (2022) sta contrastando anche a colpi di sanzioni, ancora una volta di più compensate dall’accordo stretto in questi giorni da Gazprom per la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 verso la Cina.
L’Occidente è chiamato a rinsaldarsi e a riorganizzarsi; l’Europa deve rivendicare il proprio ruolo, mentre i suoi singoli Stati al loro interno devono trovare un forte punto di incontro tra forze sociali, politiche e economiche per arginare sia le avverse spinte globali sia le crisi industriali che, dall’automotive all’acciaio, ancora le agitano e le indeboliscono, alle quali hanno contribuito proprio quelle stesse potenze asiatiche un tempo nemiche (Cina e India).
Servono le guerre, ma servono anche le alleanze e i patti, gli accordi, che, poi, sono il sale dei nostri sistemi economici. Accordi che, però, devono essere basati su una reale collaborazione. In Italia a fare tali innovative proposte sono due sigle sindacali: l’UGL e la CISL.
Si ritorna oggi su tale necessità alla luce di un Pil con segno negativo, della difficoltà esistente e resistente nel mercato del lavoro italiano a trovare operai specializzati, con quasi due terzi delle imprese che hanno denunciato difficoltà, e a fronte di un carrello della spesa in crescita.
Noi dell’UGL siamo di nuovo qui a dire, e non ci stancheremo mai di farlo, che ci siamo, che la collaborazione e la partecipazione sono i principi fondativi della nostra organizzazione sindacale, che il conflitto è una strada, soprattutto in un simile contesto, che non porta da nessuna parte e che il negoziato è la strada maestra. Nel nostro caso, con l’obiettivo di valorizzare, anche in tempi di crisi, il ruolo attivo dei lavoratori, per delineare un modello più avanzato di relazioni industriali e affinché la partecipazione dei lavoratori, finalmente legge, diventi un pilastro del nostro sistema produttivo, in un’ottica di corresponsabilità, equità e crescita condivisa, più che mai necessarie.