Cina, India, Russia: ecco a voi l’alleanza antiatlantica
C’eravamo tanto odiati: non solo il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo cinese, Xi Jinping, hanno affermato che le loro relazioni sono attualmente a un «livello senza precedenti», ma nell’incontro che si è chiuso ieri a Tianjin, in Cina, il presidente indiano Narendra Modi e Xi Jinping hanno mostrato una concordia, tra sorrisi e strette di mano, senza precedenti.
Tanto che il quotidiano russo “Moskovskij Komsomolets”– riporta Repubblica – ha titolato così: «L’orso russo, l’elefante indiano e il drago cinese cercano di sintonizzare i loro passi». Forse adesso, si fa sul serio nel rappresentare e nel proporre un’alleanza tra Russia, India e Cina (Corea del Nord compresa) per controbilanciare l’egemonia degli Stati Uniti. Rappresentazione che accade poco più di due settimane dopo l’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage.
C’è anche di più e di peggio, per chi, come l’Ue, sostiene la causa ucraina, e cioè al summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) si è inteso dare vita ad una «nuova governance globale» proposta dalla Cina e alternativa a quella statunitense e atlantica. Tralasciando le ovvie riletture abbastanza scontate del conflitto in atto in Ucraina, ciò che dovrebbe preoccupare è che tutti e tre i leader hanno ribadito di avere come obiettivo una cooperazione a 360 gradi in vista di una governance globale.
Intanto e non è poco, secondo Bloomberg e Ansa, Gazprom ha firmato «un accordo giuridicamente vincolante» per la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 verso la Cina e del gasdotto di transito Soyuz Vostok attraverso la Mongolia. I giochi sono fatti?