Avrebbe rifiutato di nascondere un telefono
Indagini a Regina Coeli, penitenziario di Roma, dove un detenuto è stato tenuto legato ad un letto per due giorni e torturato da altri detenuti per non aver nascosto un telefono cellulare introdotto illegalmente. Alla base dei soprusi anche una richiesta di denaro non andata a buon fine. A denunciare i fatti è stata la vittima stessa che, approfittando della presenza di un agente della polizia penitenziaria, si è fatto cadere dal letto nel tentativo di chiedere aiuto. Secondo quanto riportato da alcuni siti di informazione, la presunta vittima avrebbe fatto mettere a verbale di aver sentito altri detenuti parlare di un lancio di droga e telefoni dall’esterno del carcere e che un altro detenuto gli avrebbe chiesto di nascondere uno dei dispositivi. Lui si sarebbe rifiutato e di tutta risposta sarebbe stato picchiato da tre detenuti che lo avrebbero poi legato ad un letto a castello, infierendogli violenze corporali. Lo avrebbero anche costretto a chiamare la madre chiedendole dei soldi, che però la donna si è rifiutata di consegnare. In seguito alla denuncia, il detenuto è stato ricoverato con una prognosi di 25 giorni. Sulla vicenda ha aperto un fascicolo la Procura della Repubblica di Roma.