Online foto rubate o modificate, vittime donne e vip. Lo scandalo dei siti web che pubblicano contenuti intimi senza consenso e li sottopongono a una vera e propria gogna mediatica
«Non subire, reagire, denunciare. È un diritto, un dovere, una necessità», così il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, colpita personalmente, assieme alla sorella Arianna, come anche altri esponenti politici, in maggioranza donne ma non solo, dalla diffusione di contenuti personali e privati online, con foto rubate o modificate, oggetto di commenti inappropriati ed insulti su un sito internet ora chiuso. Tra le vittime, anche Elly Schlein, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Lia Quartapelle e Alessia Morani. La premier ha affermato di confidare «nelle autorità competenti affinché i responsabili siano individuati nel più breve tempo possibile e sanzionati con la massima fermezza, senza sconti. Nel nostro ordinamento, la diffusione senza consenso di contenuti destinati a rimanere privati è un reato e si chiama revenge porn». Uno scandalo partito da un sito Facebook, poi rimosso, nel quale mariti e compagni diffondevano scatti rubati alle proprie mogli ignare, sottoponendoli ad una vera e propria gogna mediatica di commenti volgari, offensivi o addirittura violenti, e che ora si sta ampliando con la scoperta di un altro forum nel quale erano prese di mira sia donne comuni che anche personalità pubbliche di vario genere, come influencer, modelle, giornaliste ed esponenti della politica. Un tema destinato a rimanere d’attualità, a causa dei progressi tecnologici che consentono di reperire e falsificare con facilità immagini altrui ed anche a causa delle difficoltà nel riuscire a tenere sotto controllo la rete ed il cosiddetto “dark web”.