Zelensky torna a chiedere «sanzioni forti» alla Russia

Il timore, adesso, è che nonostante i recenti sforzi diplomatici il raggiungimento della pace in Ucraina sia più lontano. Diversi leader europei lo hanno sostenuto nelle ultime ore, alla luce dell’imponente attacco russo con missili e droni che ha coinvolto anche la capitale ucraina, Kiev. A ripeterlo, oggi, è stata l’Alto rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, al suo arrivo al consiglio informale Difesa di Copenaghen, mentre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è tornato a chiedere «sanzioni forti» contro Mosca, ricordando poi la scadenza lunedì del tempo che Washington aveva concesso alla Russia per capire i margini per l’organizzazione di colloqui diretti tra leader. «Putin – ha detto Kallas – si fa beffe di tutti gli sforzi di pace», «la Russia capisce solo la pressione». Dunque Kallas ha spiegato che «stiamo lavorando al 19esimo pacchetto di misure. Ci sono molte opzioni sul tavolo, ma quello che farebbe più effetto sarebbe colpire l’energia, bloccare l’accesso al capitale e sanzioni secondarie». Insomma, secondo Kallas, «le discussioni sono in corso, ma tutti capiscono che la sola cosa che funziona è la pressione». «Oggi discuteremo della modifica ai mandati delle missioni europee per l’Ucraina, quella civile e di addestramento militare. In questo quadro – ha spiegato l’Alto rappresentante UE – possiamo discutere quanto appetito ci sia per addestrare i militari ucraini nella parte occidentale del paese prima che la tregua sia concordata». E infine: «Il dibattito sulle garanzie di sicurezza è per il day after, ma se si guarda a quello che fa Putin», quel momento non sembra essere «vicino».