Via libera del Cdm alla riorganizzazione. Questa mattina vertice a Palazzo Chigi su dossier Ucraina
«Una riorganizzazione a costo zero» è quella che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha oggi illustrato in conferenza stampa al termine del primo Cdm dopo la pausa estiva. La riforma riguarda proprio la Farnesina: «Sarà un ministero bicapite, con una testa politica e una testa economica». «Ci sarà una direzione generale della crescita – ha spiegato tra le altre cose il ministro e vicepremier –, che sarà un punto di riferimento per tutte le imprese, perché sarà anche divisa per settori. Ci sarà poi una direzione generale che si occuperà della sicurezza e dell’intelligenza artificiale che sarà divisa in una parte più politica e in una più economica». Una delle novità più rilevanti, dunque, sarà appunto la direzione della crescita, che diventerà «un punto di riferimento per tutte le imprese», con l’obiettivo di sostenere il nostro export. Le grandi questioni internazionali, però, restano al centro dei discorsi e dell’agenda politica. Soprattutto dopo gli ultimi sviluppi, tanto in Ucraina quanto in Medio Oriente. Non a caso, nella mattinata di oggi, si è tenuto sempre a Palazzo Chigi, come riferito dalle agenzie di stampa, un vertice sul dossier Ucraina – alla luce, inoltre, dei recenti sforzi diplomatici – con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vicepremier Salvini e Tajani, più il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Di Ucraina ha parlato anche Meloni, ieri, durante il suo discorso al Meeting di Rimini. Il pensiero espresso da Tajani al riguardo è che rimane tuttavia difficile pensare ad una fine a breve del conflitto in Ucraina. Ma il ministro degli Esteri ha anche ribadito in conferenza stampa che il nostro paese non invierà soldati, se non per operazioni, quando opportuno, a carattere umanitario. «Stiamo facendo di tutto perché la guerra finisca, ma i tempi non sono così brevi come qualcuno ha pensato. Noi non invieremo militari sul terreno ucraino, la posizione italiana – ha ricordato Tajani – è garantire la sicurezza con un modello simile all’articolo 5 della Nato». Su quanto accaduto a Kiev nelle ultime ore, è poi intervenuta anche Meloni su X: «Gli intensi attacchi di questa notte dimostrano chi sta dalla parte della pace e chi non ha intenzione di credere nel percorso negoziale. I nostri pensieri vanno al popolo ucraino, ai civili, ai familiari di vittime inermi, tra cui anche bambini, degli insensati attacchi russi».