Un organismo specifico con il compito di interpretare la legge e supportarne l’applicazione concreta nelle aziende
di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Con l’avvio della Commissione nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori presso il Cnel, si aggiunge un nuovo tassello nell’attuazione della legge 76/2025, che, finalmente, dopo ben 77 anni, ha tradotto in pratica il principio costituzionale sancito dall’articolo 46, riconoscendo ai lavoratori il diritto di partecipare alla gestione delle imprese, al capitale e alla distribuzione degli utili. La nuova struttura, composta da rappresentanti del Ministero del Lavoro, delle parti sociali, delle imprese e del mondo accademico, ha l’obiettivo di fornire indirizzi chiari e concreti su come applicare la legge. Una sede, dunque, di studio, confronto e di indirizzo, che può segnare l’inizio di un cambio di paradigma nelle relazioni tra capitale e lavoro, anche al fine di proporre miglioramenti ed avanzamenti della stessa legge. La Commissione avrà, infatti, il compito di pronunciarsi attraverso pareri su eventuali controversie interpretative in merito all’attuazione delle procedure di partecipazione nelle imprese, proporre eventuali misure correttive, presentare proposte per supportare la diffusione della partecipazione, monitorare e diffondere la conoscenza delle buone prassi attuate nelle aziende, redigere una relazione biennale sullo stato dell’arte della partecipazione in Italia e, infine, costituire un archivio dei verbali delle riunioni degli organismi paritetici. Lascia perplessi la scelta di alcune sigle sindacali di non partecipare ai lavori, mentre è, invece, fondamentale che le parti sociali monitorino e governino l’attuazione della partecipazione, per renderla efficace nel tempo ed utile agli interessi dei lavoratori. L’Ugl ha sempre creduto nel principio partecipativo ed ora più che mai, di fronte alle grandi transizioni economiche e sociali in corso, dalla globalizzazione alla digitalizzazione, considera necessario superare il vecchio modello di relazioni industriali, in favore di un approccio diverso, capace di coniugare crescita e coesione sociale. La legge 76 traccia questa strada: riconosce ai lavoratori la possibilità di prendere parte alla redistribuzione dei guadagni di produttività in una logica paritaria rispetto al capitale. Non più solo spettatori o controparti, ma protagonisti attivi della vita d’impresa. È una sfida impegnativa, che richiede responsabilità e visione. Ed è anche una rivoluzione culturale: dal modello conflittuale al modello partecipativo. In questo contesto la Commissione appena nata assume un ruolo centrale, perché sarà chiamata a guidare e a orientare questo cambiamento.

I componenti
I membri della Commissione nazionale, designati con il decreto del ministro del lavoro 109/2025 sono: Emanuele Massagli per il Cnel, Vincenzo Caridi, rappresentante del ministero del lavoro, il nostro Fiovo Bitti con Gianluca Bianco, Valentina Margiotta, Nicoletta Merlo, Francesco Riva e Massimo Visconti, per le organizzazioni sindacali, Pierangelo Albini, Silvano Barbalace, Annalisa Guidotti, Guido Lazzarelli, Tullio Marcelli e Alberto Marenghi, indicati dalle organizzazioni datoriali,  Fabio Giulio Grandis, Marco Marazza, Sabina Valentini, esperti di diritto del lavoro.