L’intervento del presidente del Consiglio al Meeting di Rimini. Dagli scenari internazionali al piano casa per le famiglie, tanti i temi affrontati

«L’Unione europea sembra sempre più condannata all’irrilevanza geopolitica, incapace di rispondere efficacemente alle sfide di competitività poste dalla Cina e dagli Stati Uniti, come ha giustamente rilevato Mario Draghi qualche giorno fa da questo palco». Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta questa mattina al Meeting di Rimini, dove è stata accolta da una standing ovation. Tanti i temi affrontati dal premier nel suo discorso, dalle crisi internazionali alle prospettive per il nostro paese. «Questa fase di enormi mutamenti – la posizione di Meloni – ci offre per paradosso una grande opportunità, che noi possiamo cogliere solo se l’Unione europea sarà capace di riscoprire la propria anima e le proprie radici. Sì, anche quelle culturali, anche quelle religiose colpevolmente negate anni fa. Perché se non sai chi sei, non puoi neanche definire il tuo ruolo nel mondo, la tua missione nella storia. La burocrazia non ci tirerà fuori dalla tempesta. La politica può farlo». Quanto ai teatri di guerra, «l’Italia ha sempre sostenuto che la chiave di volta per ogni percorso di pace fosse l’attivazione di robuste garanzie di sicurezza per l’Ucraina, capaci di prevenire nuove guerre, nuove aggressioni. E a proposito di mattoni nuovi (citando il titolo dell’edizione del Meeting di Rimini 2025, “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”, ndr), la proposta italiana, basata su un meccanismo ispirato all’articolo 5 della Nato, è attualmente la principale sul tavolo». Sulla situazione in Medio Oriente, ha ricordato Meloni, «noi non abbiamo esitato un solo minuto nel sostenere il diritto alla sicurezza e all’autodifesa di Israele dopo il massacro del 7 ottobre, però allo stesso tempo non possiamo tacere ora di fronte a una reazione che è andata oltre il principio di proporzionalità, mietendo troppe vittime innocenti, arrivando a coinvolgere anche le comunità cristiane e che ora sta mettendo a repentaglio in modo definitivo anche la prospettiva storica della soluzione dei due popoli in due Stati». Tornando alle questioni domestiche, Meloni ha ribadito l’importanza del ruolo «insostituibile» della famiglia: «Lo dico anche annunciando che una delle priorità sulle quali intendiamo lavorare insieme al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ringrazio, è un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie. Perché senza una casa è difficile costruire una famiglia». «Noi – ha poi aggiunto – abbiamo sempre pensato che mentre i sussidi come il reddito di cittadinanza, deresponsabilizzano la società e atrofizzano le persone, la sussidiarietà, cioè la società dovunque possibile, lo Stato quando necessario,  mobilitino le persone. Abbiamo sempre pensato che la vera ricchezza di una Nazione e di un popolo risieda nel lavoro. E questa è la visione che abbiamo seguito e declinato in tutte le nostre scelte. In fondo non abbiamo fatto altro che credere nell’Italia, credere nelle sue imprese, nei suoi lavoratori, mettere quelle imprese e quei lavoratori nelle condizioni migliori per liberare il loro potenziale. I dati positivi che stiamo registrando sul fronte dell’occupazione ci incoraggiano a proseguire in questa direzione per consolidare quella traiettoria di crescita che ha permesso in poco più di mille giorni di creare oltre un milione di nuovi posti di lavoro, la gran parte dei quali a tempo indeterminato».