Debito alle stelle, traballa il governo. Bayrou alle prese con tagli a sanità e welfare, in attesa del voto di fiducia la contestazione delle opposizioni
Il primo ministro francese, François Bayrou, ha annunciato che il governo chiederà un voto di fiducia all’Assemblea nazionale, riunita in seduta straordinaria, il prossimo 8 settembre, perché il Paese sta attraversando una situazione che richiede «un chiarimento». Il tema è quello del sovraindebitamento: il debito francese è aumentato di duemila miliardi di euro negli ultimi vent’anni, «12 milioni di euro ogni ora di ogni giorno», e Bayrou vorrebbe frenarlo con un piano rigorista, «la finanziaria più importante della nostra storia», che prevede 44 miliardi di euro di risparmi in 4 anni, attraverso misure come l’abolizione di due giorni festivi, 8 maggio e lunedì di Pasqua, tagli alla sanità e nella pubblica amministrazione, il congelamento delle prestazioni sociali e delle aliquote fiscali nel 2026, senza alcun adeguamento all’inflazione. Di fronte a queste misure «lacrime e sangue» i sondaggi sono disastrosi e la tenuta del governo è incerta, nonostante Macron abbia confermato il suo sostegno. L’opposizione di sinistra de La France Insoumise ha già annunciato che presenterà una mozione di impeachment il 23 settembre, alla ripresa dei dibattiti dell’Assemblea nazionale, votando contro la fiducia a Bayrou, come del resto i parlamentari Verdi e comunisti, ed appoggerà l’appello a bloccare il Paese il 10 settembre lanciato dal collettivo di cittadini «Bloquons tout». Allo stesso modo il Rassemblement National «voterà ovviamente contro la fiducia al governo di François Bayrou», hanno dichiarato Marine Le Pen e Jordan Bardella, che auspicano il ritorno alle urne. Per mettere in atto il suo piano di austerity e mantenere in piedi l’Esecutivo, a Bayrou non basteranno i voti dei partiti di governo, ma saranno necessari, quelli, ancora in forse, dei socialisti.