Oltre 390 mila i vigili del fuoco, lo 0,19% dell’occupazione totale
Nel 2023 i governi dell’Unione Europea hanno destinato 40,6 miliardi di euro ai servizi di protezione antincendio, una cifra in aumento dell’8,5% rispetto ai 37,4 miliardi del 2022. È quanto emerge da un’analisi realizzata dall’Eurostat, secondo cui, nonostante la crescita in valore assoluto, il peso della voce di bilancio rimane invariato da diversi anni, attestandosi attorno allo 0,5% della spesa pubblica complessiva. A livello nazionale emergono differenze significative: la Romania ha investito di più in proporzione (0,9%), seguita da Estonia e Grecia (entrambe allo 0,7%), mentre Danimarca, Malta e Portogallo hanno riservato quote minime, inferiori allo 0,3%. Come osservato per la spesa complessiva, anche il numero di professionisti è cresciuto. Nel 2024 l’UE contava circa 390.600 vigili del fuoco, pari allo 0,19% dell’occupazione totale, con un aumento di oltre 28 mila unità in un solo anno. La distribuzione, però, non è uniforme: la Croazia è il paese con la quota più elevata di pompieri in rapporto al totale degli occupati (0,45%), seguita da Grecia e Repubblica Ceca (rispettivamente con lo 0,41% e lo 0,34%). Molto più basse le quote nei Paesi Bassi (0,07%), in Danimarca (0,08%) e in Svezia (0,10%). Dallo studio emerge poi che la categoria è composta soprattutto da lavoratori giovani, con oltre i tre quarti dei vigili del fuoco (il 75,2%) che hanno meno di 50 anni, contro una media del 65% nell’occupazione generale.