«Situazione internazionale delicata e richiede buonsenso», afferma il deputato Formentini. Lupi: «La maggioranza sulla posizione è unita, no a invio truppe in Ucraina»
«Prima la reazione eccessiva alle semplici e rispettose opinioni di Matteo Salvini contro l’invio di soldati europei in Ucraina, ora l’attacco contro gli Stati Uniti a proposito di antisemitismo e la convocazione dell’ambasciatore. La situazione internazionale è molto delicata e richiede buonsenso e sangue freddo: confidiamo che tutti ritrovino la necessaria serenità e che a Parigi evitino di investire altro tempo per convocare gli ambasciatori di mezzo mondo». La Lega, tramite il responsabile del dipartimento Esteri del partito, Paolo Formentini, fa quadrato attorno al leader Matteo Salvini dopo le polemiche per le frasi nei confronti del presidente francese Macron. Ma chi poteva sperare, ancora in queste ore, che la vicenda diventasse un boomerang per il governo e per la maggioranza, di certo è rimasto deluso. Ieri l’altro vicepremier, Antonio Tajani, ha ribadito che non vi è alcuna «crisi diplomatica», dato che i colloqui tra il «presidente del Consiglio e il presidente francese e i miei con il ministro degli Esteri francese sono frequenti». Inoltre, anche il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, in un punto stampa al Meeting di Rimini, ha spiegato sempre ieri che «la maggioranza sulla posizione è unita e anche Matteo Salvini ha ribadito la posizione che vede tutta la maggioranza di governo unita: l’idea di inviare truppe europee in Ucraina, l’Italia non la condivide».