L’assegno unico e universale per i figli a carico rimane lo strumento principale
Il capitolo del sostegno al reddito delle famiglie è sicuramente uno di quelli più corposi, al netto del fatto che vengono messe insieme delle voci che hanno finalità oggettivamente molto diverse, spesso pure difficili da collegare. Comunque sia, l’Inps arriva sommare meno di una decina di voci, con qualcuna che si sovrappone e che, magari, ritroviamo ancora nel 2024, ma che già non ci sono più nell’anno in corso. Nel complesso, sommando le voci in uscita si arriva a 25 miliardi e 336 milioni di euro; i contributi raccolti sono invece 9,146 miliardi, con un disavanzo di poco meno di 16,2 miliardi di euro. La voce che drena il maggior numero di risorse è quell’assegno unico e universale per i figli a carico (20,147 miliardi). Sempre alla voce assegni per il nucleo familiare troviamo pure i 94 milioni per i lavoratori dipendenti, i 10 milioni per i disoccupati e i 339 per i pensionati. Sono invece 14 i milioni che vanno come assegno per congedo matrimoniale. L’altra grande partita è rappresentata dal sostegno alle famiglie in condizioni di forte disagio economico. Al netto di una piccola coda legata al pagamento di qualche arretrato per il reddito e la pensione di cittadinanza (spesa di 30 milioni di euro), l’assegno di inclusione ha messo in campo risorse per 4,442 miliardi di euro, sicuramente meno rispetto alle previsioni iniziali, dalle quali era derivato uno stanziamento nell’ordine di 6 miliardi. 260 milioni sono invece andati al supporto formazione e lavoro.