La ministra illustra in una intervista i numeri del dopo reddito di cittadinanza
In una lunga intervista al quotidiano romano Il Tempo, la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, fa il punto sulle politiche di sostegno alle famiglie più in difficoltà, rivendicando la giustezza del passaggio dal reddito di cittadinanza all’assegno di inclusione. Una svolta che ha indubbiamente favorito l’attivazione di un certo numero di nuclei familiari e che era stata chiesta da diversi sindacati, Ugl in testa, nella convinzione che la sola assistenza non è sufficiente per ridare dignità alle persone in difficoltà. Il prossimo 14 agosto, garantisce la ministra, 336.529 nuclei familiari riceveranno un doppio pagamento, vale a dire il contributo straordinario e la prima delle dodici mensilità ulteriori dell’assegno di inclusione, successive alle prime diciotto mensilità. Dal gennaio 2024, da quando è entrato in vigore il nuovo strumento, le persone che sono state incluse nel perimetro dell’Adi sono state 2,1 milioni, con assegni medi di 669 euro, più alti rispetto alla media degli anni precedenti. Soprattutto, però, la ministra Calderone insiste sulle potenzialità della piattaforma Siisl (sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) che, dopo un periodo di rodaggio, ora inizia a dare i suoi frutti, in termini di riqualificazione professionale e di incrocio fra domanda e offerta di lavoro, provando così a superare il cosiddetto mismatch.