di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Se ne parla oggi su Libero: da settembre, i lavoratori dipendenti che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione, sceglieranno di restare in servizio, avranno la possibilità di vedersi versare i contributi previdenziali, completamente esentasse, in busta paga. Sarà una scelta volontaria, a seguito di una richiesta formale, che permetterà a chi lo riterrà opportuno di avere subito entrate mensili maggiori, fino a 6.900 euro netti all’anno, rinunciando, in cambio, ad un aumento della propria pensione futura. Non tutti i lavoratori sono uguali, non tutti hanno lo stesso percorso, la stessa salute, le stesse esigenze economiche. E così, questa misura di flessibilità in uscita, definita “bonus Giorgetti”, lascerà al lavoratore un’opportunità di scelta in più. Alla possibilità di ritirarsi dal mondo del lavoro attivo non appena raggiunti i requisiti con un assegno base, oppure di aspettare qualche anno per avere una pensione più alta, si aggiunge, infatti, una terza opzione: restare al lavoro per guadagnare di più subito, mantenendo per il futuro la pensione base e vedendosi accreditare in busta paga i contributi, che non è più necessario versare una volta raggiunti i requisiti per la pensione, non soggetti, e questo è un importante elemento di novità, ad Irpef. La platea dei possibili beneficiari per il 2025 è di circa 7mila lavoratori, ovvero coloro che hanno i requisiti per la pensione anticipata flessibile, cioè 62 anni di età e 41 anni di contributi, oppure per la pensione ordinaria, pari a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Il messaggio di fondo alla base di questa iniziativa è chiaro e condivisibile: prevedere, sulla base di alcune linee generali portanti, delle politiche previdenziali “cucite” su misura attorno alle esigenze dei singoli. L’iniziativa consiste nell’offrire al lavoratore, nella “cassetta degli attrezzi” pensionistica, un nuovo strumento, costruito per bilanciare esigenze di bilancio pubblico e libertà individuale. Restano da tener presenti due elementi essenziali. Da un lato il tema del ricambio generazionale: trattenere in servizio chi lo desidera è positivo solo se, parallelamente, si aprono porte d’ingresso ai giovani, un equilibrio che va mantenuto con attenzione. E poi c’è la questione della salute e della sicurezza, garantendo che la permanenza in servizio sia compatibile con la capacità fisica e mentale del lavoratore, in modo che non venga messa a rischio la propria ed altrui incolumità, grazie a controlli rigorosi e formazione continua. In questa prospettiva il “bonus Giorgetti” rappresenta un segnale positivo verso una previdenza personalizzabile, fondata sulla flessibilità, che metta al centro il lavoratore, con le sue specifiche necessità ed esigenze, lasciando la maggiore libertà di scelta possibile.