di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Domani ricorre il 69° anniversario della tragedia di Marcinelle, che costò la vita a 262 minatori, di cui 136 italiani. Oggi, alla vigilia di questa ricorrenza, il Presidente del Cnel, Renato Brunetta, sul Corriere della Sera, ha parlato di una significativa ed importante iniziativa – la proposta di risoluzione al Parlamento europeo presentata dai parlamentari Picierno, Sberna e Salini, nata da una proposta del nostro rappresentante Ugl al Cnel e fatta propria dal Consiglio – volta a trasformare la data dell’8 agosto in una “Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro e per la tutela e la dignità dei lavoratori”. Una proposta che l’Ugl promuove e sostiene fermamente, per varie ragioni. Innanzitutto, perché bisogna supportare ogni azione che sostenga il diritto dei lavoratori alla salute ed alla sicurezza, tema centrale della nostra azione sindacale, premessa di ogni altra iniziativa in difesa dei diritti dei lavoratori. In secondo luogo, perché è doveroso onorare la memoria di Marcinelle – domani, come ogni anno, saremo con una nostra rappresentanza al Bois du Cazier – per ricordare i caduti e, con loro, luci ed ombre dell’emigrazione italiana, con il sacrificio di tanti lavoratori italiani all’estero. E sarebbe giusto che, dopo l’istituzione a livello nazionale, nel 2001, della “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, il ricordo della tragedia di Marcinelle assumesse ora anche una dimensione europea, perché, come sottolineato dallo stesso Brunetta «Marcinelle fu la prima grande sciagura della nostra Repubblica, ma fu, ancor di più, la prima tragedia collettiva dell’Europa del dopoguerra». Poi perché il senso di questa proposta ha un ulteriore valore: rappresenta, infatti, la riaffermazione della necessità di porre il lavoro, e con esso la sicurezza, la salute, la dignità e i diritti dei lavoratori, al centro del progetto europeo. In un’Europa in cerca di una propria identità, in un contesto di profonde trasformazioni demografiche, sociali, tecnologiche, economiche e politiche, riscoprire il significato del lavoro come valore fondante dell’identità europea è più che mai urgente. Commemorare Marcinelle a livello europeo significa riallacciare le fila della storia dell’Unione, sostenere il primato della persona e del lavoro, con una scelta di campo in favore della difesa del nostro modello sociale come elemento essenziale, pilastro imprescindibile dell’identità europea, «riaffermare l’umanesimo europeo nel momento in cui se ne sente più urgente il bisogno». L’8 agosto può e deve diventare, e ci siamo certi che il riconoscimento ufficiale arriverà in tempo per il 70° anniversario, una data-simbolo di un nuovo patto sociale, per un’Europa che riconosca il valore del lavoro, investendo sulla prevenzione e sulla sicurezza e tutelando la dignità di chi lavora. Non solo, quindi, per tenere viva la memoria, ma, soprattutto, per guardare al futuro e costruire un’Europa più giusta.