Lo rende noto Copernicus, osservando che molte regioni sono state comunque colpite da condizioni meteorologiche estreme amplificate dal riscaldamento globale
Quello appena concluso è stato il terzo luglio più caldo di sempre. È stata così interrotta una serie di temperature record. Lo rende noto Copernicus, il servizio europeo di monitoraggio climatico, osservando che molte regioni sono state comunque colpite da condizioni meteorologiche estreme amplificate dal riscaldamento globale (inondazioni che hanno ucciso centinaia di persone in Pakistan e Cina, incendi boschivi amplificati dalla persistente siccità in Canada, Scozia e Grecia, temperature superiori ai 50 gradi nel Golfo persico e, per la prima volta, anche in Turchia…). Come giugno, luglio ha mostrato un leggero calo rispetto ai due anni precedenti, con una media di 1,25 gradi in più rispetto all’era pre industriale (1850-1900). «Due anni dopo il luglio più caldo mai registrato la recente serie di record di temperatura globale è terminata», ha detto il direttore del Copernicus Climate Change Service dell’Ue, Carlo Buontempo. «Ma questo non significa che il cambiamento climatico si sia fermato», ha ammonito, sottolineando che si continuano «a osservare gli effetti di un mondo che si riscalda». Un avvertimento, infine: «Se non stabilizzeremo rapidamente le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera, dovremmo aspettarci non solo nuovi record di temperatura, ma anche un peggioramento degli impatti».