In trent’anni la quota di consumo destinata ai beni e ai servizi è passata dal 37% al 42,2%
Casa, energia, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni: sono queste le spese inevitabili. Secondo i dati dell’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, queste ultime continuano a crescere, riducendo sempre di più l’area delle scelte libere di consumo e limitando il potenziale di crescita dell’economia legata alla domanda interna. Nel 2025 le spese obbligate, sono arrivate a rappresentare il 42,2% della spesa totale, con un aumento di 5,2 punti rispetto al 1995. In trent’anni, i consumi destinati ai beni e ai servizi commercializzabili sono passati dal 37% al 42,2%. La parallela compressione della quota destinata al consumo di beni e servizi commercializzabili (57,8%), vale a dire quelli il cui acquisto è legato a scelte e preferenze personali e familiari, ha dinamiche articolate. La spesa per i servizi commercializzabili, che aveva registrato un deciso arretramento nel 2020, è tornata ad aumentare in misura più significativa rispetto agli altri consumi ed è stimata nel 2025 al 20,8%. Quota che risulta ancora inferiore al 21,3% raggiunto nel 2019. Si conferma il ruolo preponderante delle spese per l’abitazione, i cui volumi per abitante sono in continua crescita ed ammontano a poco meno di 5mila e duecento euro l’anno (+109 euro nel 2025). Il miglioramento, degli ultimi anni, di apparecchiature informatiche e per le comunicazioni si va esaurendo. Continua a spiccare il ruolo degli energetici che, nonostante l’attesa di una riduzione dei prezzi nel 2025, hanno visto il deflatore aumentare del 178,3%. Le maggiori difficoltà si confermano anche per i beni più tradizionali come l’alimentare.