Giubileo: un milione di giovani per Papa Leone. Più del doppio dei giovani che erano stati previsti

Al Giubileo dei Giovani, celebrato ieri domenica 3 agosto nella spianata di Tor Vergata a Roma, ha partecipato più del doppio dei giovani che solo pochi giorni fa erano stati previsti. Si parla di un milione di giovani e anche di più considerato il totale dei presenti nella spianata, accorsi a sostegno della «prima grande “prova” pubblica» – così l’hanno definita molti quotidiani – del pontificato Prevost. Sulla spianata di Tor Vergata, la stessa che consacrò la nascita dei “papaboys” di Giovanni Paolo II nel 2000 (allora due milioni), si è riversata la marea di ragazzi, e non solo, provenienti da tutto il mondo, per la precisione da 146 paesi, in larga parte da Paesi di lingua spagnola e latino-americani, ma anche da Europa e Stati Uniti, e in parte dall’Asia. Papa Prevost, dunque, ha già dimostrato di avere un filo diretto con un mondo, che sfugge a molti, quello dei giovani, appunto, per i quali, invece, Leone XIV riesce a essere calamita – per le più diverse ragioni – e a rivolgersi direttamente, spronandoli a credere prima di tutto in loro stessi e a non lasciarsi trascinare dal conformismo. «Voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo. «Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalla guerra», è il messaggio che Papa Leone ha lasciato ai ragazzi riuniti a Tor Vergata. Le cronache raccontano di due giorni scanditi da balli, caldo e preghiere e anche di intemperanze da parte dei romani, travolti sui mezzi pubblici e soprattutto nella Metro dall’ondata esultante e inaspettata di gioventù.