Locali sequestrati e 13 arresti
I poliziotti delle Squadre Mobili di 26 province italiane, coordinate dal Servizio centrale operativo (Sco), hanno condotto un’operazione contro le organizzazioni criminali di matrice cinese radicate nel Paese. L’intervento, che ha coinvolto anche il Reparto prevenzione crimine, ha portato all’arresto di 13 soggetti accusati di reati legati all’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione e del lavoro, contraffazione, spaccio di droga e detenzione illegale di armi. Durante i controlli, che hanno interessato oltre 300 attività commerciali (due delle quali sequestrate), sono state identificate quasi duemila persone e denunciate in stato di libertà altre 31. Sequestrati anche stupefacenti e somme di denaro. Le indagini, spiega la polizia di Stato, hanno confermato la presenza di queste reti criminali in aree con un’elevata presenza di cittadini cinesi, dove operano con strutture articolate, spesso legate da vincoli familiari. Tra le attività principali individuate figura il ricorso all’hawala, un sistema illegale di trasferimento di denaro utilizzato per finanziare traffici illeciti e riciclare capitali, in collaborazione con altre organizzazioni criminali. Come le mafie tradizionali, anche queste utilizzavano la loro ala armata per dominare il territorio di influenza con atti di intimidazione e violenza, soprattutto nei confronti dei connazionali.