di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
L’approvazione da parte del CdM del disegno di legge che, modificando l’articolo 114 della Costituzione, conferisce a Roma Capitale un nuovo status e maggiori poteri, rappresenta una svolta attesa da decenni. Il Ddl prevede che la Città Eterna diventi uno degli enti costitutivi della Repubblica, accanto a Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, «di genere proprio», riconoscendone quindi l’eccezionalità dal punto di vista demografico – come Città metropolitana, Roma conta oltre 4 milioni di abitanti, il 7% circa della popolazione italiana – economico e sociale, come centro istituzionale, culturale, storico e religioso del Paese. Il Ddl costituzionale conferisce alla nuova Assemblea capitolina autonomia legislativa in settori chiave come trasporti, governo del territorio, urbanistica, edilizia residenziale pubblica, servizi e politiche sociali, commercio, artigianato, cultura e turismo e fornisce alla Città autonomia amministrativa e finanziaria. La riforma valorizza finalmente la natura unica di Roma, che rappresenta il fulcro della Nazione, per fare in modo che, a fronte di un carico tanto rilevante, l’amministrazione capitolina abbia finalmente gli strumenti necessari per esercitare un governo efficace. Inutile dire che, finora, anche a causa di questa discrasia tra responsabilità enormi e poteri inadeguati, Roma ha conosciuto disservizi cronici, trasporti insufficienti, degrado urbano e una percezione diffusa di abbandono, rendendola imparagonabile per qualità della vita alle altre capitali europee, nonostante le indiscutibili potenzialità della città. Ora l’auspicio è che, con l’approvazione di questa riforma, la Capitale possa finalmente rinascere, con politiche mirate per rispondere con più tempestività alle esigenze della cittadinanza e valorizzare appieno il proprio patrimonio e le proprie eccellenze. Si tratta di una riforma costituzionale, che richiede, quindi, maggiori passaggi parlamentari, e la speranza é che l’iter di approvazione sia rapido, anche sull’onda dell’apprezzamento bipartisan e dello spirito di collaborazione istituzionale con cui è stato costruito il provvedimento, a partire dall’interlocuzione tra Governo, Sindaco e Regione Lazio. Affinché i nuovi poteri di Roma Capitale siano esigibili già dal prossimo rinnovo dell’Amministrazione capitolina, con le elezioni previste per il 2027. Anche perché, dal punto di vista strettamente sindacale, per i lavoratori e per il tessuto produttivo romano questa riforma può significare molto, rendendo possibile adottare misure più aderenti alle specificità territoriali, migliorando la qualità dei servizi pubblici, incentivando l’attrattività degli investimenti e valorizzando le imprese locali con ricadute occupazionali positive. Roma merita di rinascere, di essere finalmente all’altezza della sua storia, non solo a vantaggio dei propri cittadini, ma dell’intero Paese.