Ricavi in crescita e indebitamento in calo

Il calcio professionistico italiano mostra segnali concreti di ripresa, come evidenziato nel 15° ReportCalcio realizzato dalla FIGC insieme ad AREL e PwC Italia. Dopo anni segnati da gravi perdite economiche – stimate in 9,3 miliardi di euro dal 2006 – il settore sta invertendo la rotta, grazie a una crescita sostenuta della produzione e a un miglior controllo dei costi. Nella stagione 2023/24, il valore della produzione ha superato per la prima volta i 4,5 miliardi di euro, con un incremento di 286 milioni rispetto all’anno precedente. Il fatturato, tra il 2021 e il 2024, è aumentato del 32,3%, a fronte di una crescita più contenuta del costo del lavoro (+7,2%), la cui incidenza è scesa dal 69,8% al 56,6%. Una dinamica che ha consentito di dimezzare le perdite: dai 1,4 miliardi del 2021/22 si è passati ai 731 milioni nel 2023/24. Crescono anche i ricavi da sponsor e attività commerciali, che per la prima volta hanno superato il miliardo di euro (+11,1%). I diritti TV restano stabili a 1,5 miliardi, mentre il ticketing ha toccato il record storico di 478 milioni, trainato da un’affluenza negli stadi di 21 milioni di spettatori. Tuttavia, i costi restano elevati: le spese complessive dei club professionistici ammontano a 5,1 miliardi di euro. Gli stipendi sono saliti del 4,5% in Serie A e del 2,5% in Serie C, mentre in Serie B si è registrata una lieve riduzione (-4%). Infine, l’indebitamento complessivo del sistema si attesta a 5,5 miliardi, in calo del 3,6% rispetto all’anno precedente.