Ricorre oggi il 40° anniversario dell’uccisione di Giuseppe Montana, commissario della squadra mobile di Palermo, assassinato barbaramente da Cosa Nostra il 28 luglio 1985, per questo oggi si è tenuta una cerimonia di commemorazione sul lungomare di Porticello, frazione del comune di Santa Flavia, luogo dell’agguato, e a Palermo, nella sede della Squadra Mobile, alla presenza del Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani. Le più alte cariche dello Stato hanno voluto rendere omaggio alla figura di Montana, assieme a quelle dei colleghi Antonino Cassarà e Roberto Antiochia, anch’essi vittime della mafia in quei tragici giorni dell’estate del 1985. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato i tre uomini come «servitori dei valori della nostra comunità. Investigatori intelligenti e tenaci, hanno inflitto alla mafia colpi durissimi, contribuendo all’arresto di latitanti pericolosi, alla conoscenza delle strutture criminali, al lavoro istruttorio di magistrati coraggiosi, dei quali furono collaboratori preziosi». Mattarella ha poi ricordato il ruolo cruciale svolto da Montana nella nascita della sezione “catturandi” di Palermo, sottolineando come la sua attività abbia «dato colpi decisivi al mito della invulnerabilità dell’organizzazione mafiosa», mentre Cassarà offrì «un importante supporto per istruire il Maxiprocesso, che mise a nudo le cosche e portò alla condanna della loro catena di complicità». Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha voluto sottolineare il contributo decisivo dei tre uomini «esempi vivi di impegno concreto per la legalità e la giustizia», nella lotta alla criminalità organizzata: «A quarant’anni dall’uccisione del Commissario Giuseppe Montana, seguita pochi giorni dopo da quella del Vicequestore Antonino Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia, ricordiamo tre servitori dello Stato che, con capacità, coraggio e determinazione, colpirono duramente la mafia. La loro azione contribuì alla cattura di latitanti, al lavoro della magistratura e a contrastare affari e strategie dei clan». Anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha affidato ai social il suo ricordo dei tre uomini, ricordando che «Giuseppe Montana, Antonino Cassarà e Roberto Antiochia inflissero, con rigore e determinazione, colpi durissimi alla criminalità organizzata, contribuendo in modo decisivo al lavoro della magistratura. Furono uccisi perché simboli di una Nazione che non si piega e non arretra davanti alla malavita. Il loro esempio era e resta un’eredità preziosa». Omaggi al sacrificio di chi ha lottato in prima linea contro la mafia, ma anche richiami potenti al valore della legalità.