Il sindacato partecipativo è chiamato a giocare un ruolo attivo
Il rafforzamento del welfare nelle imprese passa pure dalla collaborazione con gli enti del terzo settore. È questo quanto emerge da una ricerca appena pubblicata, focalizzata soprattutto sul vasto mondo delle piccole e medie imprese. Del resto, il tema è ritornato più volte negli ultimi tempi anche all’interno dei diversi organismi del Cnel, con riflessioni approfondite da parte dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Tornando al rapporto, più del 60% delle piccole e medie imprese ha una collaborazione diretta con uno o più enti del terzo settore per l’erogazione dei servizi di welfare. Fra i più diffusi, in questo senso, i servizi per l’infanzia: sono molte le imprese che si rivolgono a centri gestiti da cooperative e associazioni o che, piuttosto, chiedono agli stessi soggetti di gestire degli spazi interni all’azienda. Medesimo discorso che può farsi per i centri estivi. Le interazioni riguardano anche altri settori, dalla cultura allo sport, passando per i servizi di assistenza aggiuntivi per persone anziane o con disabilità. Tutti gli indicatori, quindi, sembrano tracciare un percorso chiaro, con una serie di servizi che si affiancano agli aspetti più tradizionali della previdenza e della sanità integrative. La spinta che si è registrata negli ultimi anni è grazie alla fiscalità di vantaggio, ma anche ad una diversa consapevolezza che punta a strumenti di partecipazione.