Lo denuncia Save The Children, diffondendo la XV edizione del dossier “Piccoli Schiavi Invisibili”
Nel mondo una persona su quattro in condizione di sfruttamento o schiavitù moderna è minorenne. Lo denuncia Save The Children, diffondendo la XV edizione del dossier “Piccoli Schiavi Invisibili”, a una manciata di giorni dalla “Giornata mondiale contro la tratta di Esseri Umani”, che si celebra il 30 luglio. Questo dato, prosegue l’organizzazione che nel rapporto dedica un focus al ruolo delle tecnologie digitali, che stanno trasformando in modo radicale le modalità di adescamento, controllo e sfruttamento dei minori, equivale a 12,3 milioni di bambine, bambini e adolescenti, di cui circa 9 milioni sono vittime di matrimoni forzati, mentre i restanti 3,2 milioni sono divisi in sfruttamento sessuale (1,6 milioni), sfruttamento lavorativo o in attività illecite (1,3 milioni) e lavori forzati impostati dalle autorità statali (320 mila). L’Europa non è risparmiata dal fenomeno. Inclusa l’Italia. Il nostro è «un Paese crocevia di transito e destinazione, la tratta e lo sfruttamento dei minori rappresentano una realtà sommersa, che coinvolge flussi migratori internazionali e contesti interni di vulnerabilità sociale», osserva Save The Children, aggiungendo che, «generalmente, i trafficanti cercano di adescare minori che provengono da contesti sociali e familiari fragili, che vivono in condizioni di povertà e in alcuni casi soffrono di disturbi psicologici». Per quanto riguarda la tratta, nel 2022, più di una vittima su 3 era minorenne. Rappresenta il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte per cui è stata rilevata l’età, cioè oltre 26mila bambini e adolescenti, accertati globalmente.