Al via l’Alleanza per la Competitività UE-Giappone. «Rafforzare ulteriormente la competitività congiunta in modo strategico. E crescere insieme»
Siglata oggi a Tokyo l’Alleanza per la Competitività UE-Giappone. Con sullo sfondo, i dazi Usa. Ue e Giappone si sono incontrati a Tokyo per il 30° vertice bilaterale, stando attenti a non sollecitare l’imprevedibile presidente americano. Sull’incontro ha pesato l’accordo sui dazi, annunciato oggi da Trump, tra Usa e Giappone, che prevede tariffe del 15% (più basso del 25% iniziale) sulle importazioni provenienti dal Giappone, un investimento nipponico da 550 miliardi di dollari negli Usa e l’apertura da parte del Giappone del proprio mercato al riso e alle automobili americane. Divergente, dunque, l’approccio tra Bruxelles e Tokyo nei confronti degli Usa; diverse le strategie: il Giappone ha cercato subito un accordo con Trump, l’Ue sta ancora trattando. Ma persino per il Giappone, non solo per l’Ue, dei nodi sono ancora aperti: restano, infatti, in vigore le tariffe Usa del 50% su acciaio e alluminio e del 10% su altri prodotti. Il Giappone, però, è riuscito a ottenere un allentamento sul comparto automobilistico, uno dei più colpiti. Cosa prevede, dunque, l’Alleanza per la Competitività Ue-Giappone: una catena di approvvigionamento più resiliente e la riduzione delle dipendenze strategiche, rafforzando e diversificando le catene di approvvigionamento di minerali critici. Altro punto, che va letto molto tra le righe in chiave Usa, è la volontà di affrontare «la coercizione economica e le politiche e le pratiche non di mercato». Poi c’è il «rafforzamento della cooperazione per promuovere e proteggere le tecnologie critiche ed emergenti», il «riconoscimento dell’importanza dei diversi percorsi verso l’azzeramento delle emissioni nette», la «conferma della stretta cooperazione nel settore energetico». A breve sapremo quale dei due approcci sarà stato il più efficace.