Dopo il vertice di Roma, la coalizione rinvia la decisione. Si delineano, nel frattempo, le prime ipotesi e l’attenzione si sposta anche sul futuro di Milano post-Sala

Il centrodestra non ha sciolto il nodo relativo ai candidati presidenti alle prossime Regionali, preferendo concedersi un’altra settimana di tempo (le elezioni, ricordiamo, non subiranno slittamenti. Le Marche, ad esempio, hanno già fissato le date per il 28 e 29 settembre). Il vertice tra i leader di centrodestra Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi, che si è consumato ieri sera a Roma, in una località riservata – probabilmente la residenza del presidente del Consiglio -, è stato utile per fare una prima sintesi e ribadire una linea condivisa: «Il centrodestra si conferma compatto e determinato a proseguire il lavoro comune», si legge in una nota congiunta diffusa a margine del summit. Lavori in corso, dunque. Al momento circolano diverse ipotesi: per la Puglia il centrodestra sta valutando la possibilità di candidare uno tra Mauro D’Attis e Roberto Vannacci. In Campania, i papabili sono Edmondo Cirielli e Giosy Romano. Meno incertezze per la Toscana, dove la sfida dovrebbe vedere contrapposti il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e il governatore uscente Eugenio Giani. Dossier Milano, infine: si inizia infatti a ragionare sul post Sala. Tajani ha proposto di puntare su un civico, lanciando un appello ad Azione per unirsi alla coalizione.