Kallas: «Uccisione civili in cerca di aiuti indifendibile»

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) stima che da fine maggio mille persone «affamate sono state uccise a Gaza mentre cercavano aiuti alimentari». Ogni giorno dalla Striscia arrivano notizie di attacchi e morti, ancora nelle ultime ore il Times of Israel, citando fonti palestinesi, ha riferito di altre vittime nel campo di al-Shati, nella parte occidentale di Gaza City, mentre l’agenzia palestinese Wafa ha parlato di più di 30 morti dall’alba di oggi. Un bilancio giornaliero senza fine: non a caso la comunità internazionale è intervenuta, di recente con maggior decisione, affinché vengano interrotte le ostilità in Medio Oriente. L’Italia è tra i 25 firmatari di una dichiarazione congiunta in cui si chiede l’immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, appello che però il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha definito «disconnesso dalla realtà». Tutto ciò avviene nel contesto di una nuova offensiva che Israele ha avviato nelle scorse ore su Deir al-Balah, città nel centro della Striscia di Gaza che fin qui era stata poco coinvolta nelle operazioni militari di Israele. L’operazione è stata oggi duramente criticata dal ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot. «L’uccisione di civili in cerca di aiuti a Gaza è indifendibile – ha invece scritto su X l’Alto rappresentante UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas –. «Ho parlato di nuovo con il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, per ricordare il nostro accordo sul flusso degli aiuti e ho chiarito che le IDF devono smettere di uccidere le persone nei punti di distribuzione. Se Israele non rispetta le sue promesse, tutte le opzioni restano sul tavolo».