L’acciaio frena la ripresa. Federacciai: «A giugno la produzione nazionale è diminuita del 3,2% su giugno del 2024»
Lo abbiamo detto tante volte dalle colonne de La Meta Serale e continuiamo a ripeterlo: l’acciaio è fondamentale, è il fulcro della produzione industriale. Dunque, è da evidenziare un dato pubblicato oggi da Federacciai: dopo la ripresa dei primi cinque mesi dell’anno, a giugno la produzione nazionale di acciaio è diminuita del 3,2% su giugno del 2024, fermandosi a 1,8 Milioni di tonnellate (M.t.). Nel primo semestre dell’anno, l’acciaio italiano, con 11,1 M.t., ha consolidato un aumento del 2,9% sullo stesso periodo del 2024. Il dettaglio della produzione a caldo evidenzia nell’ultimo mese una discesa comune alle due famiglie di prodotto. La produzione di lunghi, pari a 1,1 M.t., ha registrato un calo del 2,3% su base annua, e quella di piani, con 720 mila t., del 6,6%. Tuttavia, grazie alla crescita dei primi cinque mesi dell’anno, le performance dei due comparti rimangono positive sul primo semestre del 2024. Da una parte, il quasi fermo della produzione dell’ex Ilva, dopo l’ultimo incidente avvenuto a maggio a Taranto – che ha riacuito una crisi mai del tutto uscita – e, dall’altra, la questione delle sovracapacità produttiva cinese (in particolare veicoli elettrici, acciaio e pannelli solari), di cui Bruxelles si dovrà occupare il 23 e 24 luglio l’Ue con due vertici fondamentali in Asia, uno con il Giappone, l’altro con la Cina, sulle tensione commerciali con gli Usa e anche quelle con i Paesi asiatici. Per quel che riguarda la Cina, quest’ultima beneficia di un mercato europeo aperto, senza la medesima reciprocità: i sussidi statali e l’eccesso di produzione stanno inondando i mercati globali e danneggiando l’industria europea.