Il vicepremier commenta così il ricorso in Cassazione della Procura di Palermo contro la sentenza che lo ha assolto. Meloni: «Accanimento surreale»

«Hanno fatto più di trenta udienze, il tribunale mi ha assolto perché il fatto non sussiste riconoscendo che difendere i confini non è un reato. Evidentemente qualcuno non si rassegna, andiamo avanti. Non mi preoccupo». Questo il commento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, in riferimento al ricorso in Cassazione della Procura di Palermo contro la sentenza che lo ha assolto nell’ambito della vicenda Open Arms. Salvini ha parlato a margine di un evento a Milano, ma la faccenda è stata commentata anche da altri esponenti del governo. «È surreale questo accanimento – ha scritto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social –, dopo un fallimentare processo di tre anni, a un ministro che voleva far rispettare la legge, concluso con un’assoluzione piena. Mi chiedo cosa pensino gli italiani di tutte queste energie e risorse spese così, mentre migliaia di cittadini onesti attendono giustizia». Dispiaciuto dalla notizia si è poi detto il ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi. «Mi dispiace umanamente e personalmente e anche professionalmente, io ho vissuto quella stagione da capo di gabinetto di Salvini. Me ne sento ancora più partecipe e rivendico l’azione che fu fatta per contrastare l’immigrazione illegale che non è tanto diverso dalle mafie», ha ricordato a margine del convegno “Parlate di mafia” a Roma. «Mi ritengo moralmente imputabile anche io», ha quindi aggiunto Piantedosi.