A Gaza è tempo di fermare la strage di innocenti. Tajani, «in costante contatto con Pizzaballa, sosteniamo sua iniziativa umanitaria»

Ieri la chiesa della Sacra famiglia di Gaza colpita da fuoco israeliano, che ha causato l’uccisione di tre persone e diversi feriti, tra cui padre Romanelli, il parroco che da 20 mesi resiste insieme alla comunità cristiana. Undici persone sono morte a causa dei raid israeliani dall’alba di oggi, secondo quanto riferisce Al-Jazeera citando fonti sanitarie. Tra i morti, tre donne e un bambino. Quattro giorni fa i morti all’alba erano 23. Israele continua a spiegare le inaccettabili morti di civili inermi come «errori». Ma gli errori iniziano ad essere troppi. Dopo la severa condanna, ieri, da parte della presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e la richiesta di un “cessate il fuoco”, oggi il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato: «Sono in costante contatto con il cardinale Pizzaballa che è entrato a Gaza. Continuiamo a sostenerlo e seguirlo», «ieri abbiamo chiesto con grande forza il cessate il fuoco e ho parlato con il ministro Saar. Continuiamo a insistere su questo argomento. Per far entrare gli aiuti bisogna parlare con Israele in maniera franca e denunciare le cose che non condividiamo. Siamo stati molto fermi nel condannare gli attacchi contro la popolazione civile in questi ultimi mesi. Se vogliamo veramente aiutare il popolo palestinese non possiamo farlo interrompendo i rapporti con Israele», ha ribadito, di fronte alle accuse e alle sollecitazioni dell’opposizione. Non solo il governo italiano, la disapprovazione verso le azioni di Israele si sta ampliando: Il cancelliere cristiano-democratico, Friedrich Merz, ha negato che il suo governo abbia offerto un sostegno «incondizionato» a Israele.