di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
In 24 ore, altri due gravi incidenti sul lavoro hanno segnato l’ennesima pagina dolorosa nel nostro Paese. Nel Ferrarese, una donna di 44 anni, lavoratrice di origine romena, ha perso la vita in un’azienda agricola del territorio, mentre a Roma un elettricista di 61 anni è morto all’ospedale San Giovanni a seguito di una caduta da un camion, mentre era impegnato in operazioni di manutenzione. Non si tratta di casi isolati, ma di episodi che si inseriscono in una lunga sequenza di eventi drammatici che coinvolgono lavoratori e lavoratrici di ogni settore. È nostro dovere mantenere alta l’attenzione su questo tema, non solo per onorare la memoria delle vittime, ma soprattutto per rafforzare una battaglia civile e sociale: quella per la sicurezza nei luoghi di lavoro. I dati Inail aggiornati a maggio 2025, pur provvisori, mostrano una timida tendenza positiva: le denunce di infortunio in occasione di lavoro, al netto degli studenti, nei primi cinque mesi dell’anno sono diminuite del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, 166.296 contro 169.967, così come i decessi accertati in occasione di lavoro, 271 rispetto ai 280 dello stesso periodo dell’anno scorso. Anche gli infortuni in itinere registrano un calo del 2,9%. Numeri che, seppur incoraggianti, non possono bastare. Un dato, però, colpisce in modo particolare: le denunce di infortunio da parte degli studenti sono, invece, in aumento, con un +3,0%, 45.159 casi contro i 43.856 del 2024, e otto denunce di infortunio mortale, contro le sette dell’anno precedente. Per quanto riguarda il dato relativo ai lavoratori, questa lieve riduzione dei numeri non è sufficiente e soprattutto non deve comportare un abbassamento della guardia sul fronte dei controlli, per i quali richiediamo un rafforzamento e coordinamento della rete, e sul fronte della formazione per lavoratori e datori di lavoro. Il secondo aspetto, quello relativo agli studenti, merita poi una riflessione profonda affinché lo studio della cultura della sicurezza nella scuola sia adeguato ed il percorso di formazione nei luoghi di lavoro sia sicuro a garanzia dei nostri figli. Problematiche molto importanti, fondamentali battaglie di civiltà. È il momento di rafforzare la cultura della prevenzione e della formazione sulla sicurezza, specialmente nei settori più a rischio, come quello agricolo, e di istituire una banca dati nazionale per rafforzare il coordinamento degli enti preposti ai controlli ispettivi, individuare le criticità e prevenire il ripetersi di simili tragedie. La sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta e non può più essere rimandata: si tratta di un tema che riguarda la dignità e la vita stessa di chi lavora. Dobbiamo alzare l’asticella dell’impegno e far sì che nessun lavoratore e nessuno studente venga più esposto a pericoli evitabili.