Secondo l’Eurostat, «la crescita demografica osservata può essere attribuita in gran parte all’aumento dei movimenti migratori successivi al COVID-19»
La popolazione dell’Unione europea cresce per il quarto anno consecutivo. Lo rende noto l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Ue, diffondendo i dati aggiornati al 1° gennaio del 2025, in occasione della “Giornata mondiale della popolazione”. Secondo le statistiche, nell’Ue vivono 450,4 milioni di persone, pari ad oltre un milione in più rispetto all’anno precedente (1.070.702). «Si è trattato del quarto anno consecutivo di crescita della popolazione dell’Ue, dopo la diminuzione registrata nel 2021 a causa degli effetti della pandemia di COVID-19», osserva l’Eurostat, spiegando che «la crescita demografica osservata può essere attribuita in gran parte all’aumento dei movimenti migratori successivi al COVID-19». Se, invece, consideriamo un arco temporale più ampio, la popolazione dell’Ue è passata dai 354,5 milioni del 1960 agli attuali 450,4 milioni, registrando un incremento di 95,9 milioni di persone. Il tasso di crescita demografica ha gradualmente rallentato negli ultimi decenni: la popolazione dell’Ue è aumentata, in media, di circa 0,9 milioni di persone all’anno nel periodo 2005-2024, rispetto a un aumento medio di circa 3 milioni di persone all’anno negli Anni ’60. Esistono forti differenze a livello territoriale – si passa dagli 83,6 milioni della Germania agli 0,6 milioni di Malta, ad esempio – e circa la metà della popolazione (47%) è raccolta in Germania (19% della popolazione dell’Ue), Francia (15%) e Italia (13%). Spulciando i dati, emerge anche che, tra il 1° gennaio 2024 e il 1° gennaio 2025, otto paesi dell’Ue hanno registrato un calo demografico, con la Lettonia (tasso lordo di variazione demografica totale di -9,9 per 1.000 persone), l’Ungheria (-4,7), la Polonia e l’Estonia (-3,4) che hanno registrato i cali più significativi. Al contrario, tra i 19 paesi dell’UE che hanno registrato i tassi di crescita demografica più elevati, troviamo Malta (+19,0 ogni 1.000 persone) in testa, seguita da Irlanda (+16,3) e Lussemburgo (+14,7).