di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
È necessario, sebbene ripetitivo, sottolineare in quale momento di incertezza si trovi l’Italia, la quale, nonostante l’incertezza, riesce a segnare importanti risultati.
Un clima che la nostra Nazione condivide con altri Paesi Ue ed extraUe. Le cause sono più che mai conosciute: il rischio di una guerra commerciale globale, la guerra in Ucraina e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, secondo i principali istituti di ricerca, ultimo dei quali l’Istat, fanno prevedere a livello globale l’ampliarsi dell’incertezza insieme a prospettive negative.
Dato il contesto, ha più che mai senso e fondatezza l’appello che oggi, dall’Assemblea dei soci Abi a Milano, ha lanciato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: a fronte di una situazione della finanza pubblica italiana che si trova in miglioramento, anche grazie ai positivi risultati in termini di consolidamento dei conti pubblici, che hanno consentito di raggiungere un livello di spread ai minimi da 15 anni, Giorgetti invita tutti, banche comprese ovviamente, a «fare squadra».
Consapevole delle sfide che l’Italia ha davanti a sé e, allo stesso tempo, convinto che la stessa abbia tutte le competenze e le capacità per vincerle, il ministro dell’Economia ha invitato le banche a continuare ad essere il braccio operativo dell’economia del Paese, degli imprenditori che ogni giorno rischiano e contribuire a rendere il nostro Paese sempre più competitivo. Fare squadra, cioè, ha spiegato Giorgetti, insieme allo Stato che a sua volta deve fare la propria parte, che è anche quella di tutelare il risparmio, «la sicurezza nazionale nella sua declinazione economica, promuovere il credito per l’economia reale».
Sono convinto che la squadra si possa ulteriormente ampliare e in essa comprendere tutti gli attori economici e sociali coinvolti nell’unico e essenziale obiettivo che l’Italia non può e, da due anni a questa parte, non vuole più mancare e al quale tutti siamo chiamati a contribuire: la crescita in termini sia economici sia sociali, occupazionali e finanziari, nonché di credibilità e di autorevolezza politica. Come già, grazie al governo di centrodestra, sta già dimostrando anche in queste ore con la Conferenza per l’Ucraina
Per tutto ciò, è necessaria una classe dirigente, economica, sindacale e anche politica, capace di fare battaglia laddove si renda necessario farlo e fare squadra quando l’Italia chiama. Dal mio punto di vista, l’Italia sta chiamando e chiama, già, da diverso tempo. Chiama anche quando dimostra, come nel caso del mercato del lavoro, di essere resiliente e di avere ampie potenzialità, aspettate e inaspettate, di ulteriore sviluppo.
Siamo tutti chiamati a questa sfida, ma siamo tutti pronti ad affrontarla? Finché continuerà a sopravvivere quell’idea ottocentesca di conflitto e di lotta di classe, di divisione tra capitale e lavoro, tra buoni e cattivi, tra meritevoli e immeritevoli, questa nostra amata squadra, l’Italia, sarà obbligata a dare il massimo con le zavorre ai piedi.
In ogni caso l’UGL è pronta a rispondere «Sì» all’appello del ministro Giorgetti.