Le imprese lamentano difficoltà ad accedere ad una misura apprezzata da tutti

Le imprese sollevano qualche perplessità non tanto sullo strumento, quanto piuttosto sulla pesantezza burocratica per accedere alla misura. Parliamo della maxideduzione del costo del lavoro riconosciuta in caso di nuove assunzione di personale a tempo indeterminato, una misura introdotta nell’ambito della riforma fiscale e confermata fino al 2027 con la legge di bilancio che poggia sul principio “che chi assume, deve pagare di meno” espresso dalla premier Giorgia Meloni fin dal primo incontro a Palazzo Chigi del 2023 con i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Nella sua ultima versione, l’accesso alla maxideduzione del costo del lavoro del 120% o del 130%, per determinate categorie di assunzioni. prevede tre requisiti. In primo luogo, è richiesta l’attività per l’intero anno nel corso del 2023. È il caso di aggiungere che, nel frattempo, la società non deve essere in stato di liquidazione, neanche avviata. Il secondo requisito è che deve essere stato assunto personale con contratto a tempo indeterminato, con la persona ancora in servizio. Sembra, anche in questo caso, una condizione scontata, ma potrebbe non essere così, nel caso di cessione del lavoratore all’interno di società di un medesimo gruppo. In terzo luogo, deve esserci un incremento occupazionale; di conseguenza, il numero dei dipendenti al 31 dicembre deve essere superiore al numero medio dell’anno precedente, altro aspetto non facile.