Nelle prossime ore il conflitto russo-ucraino, tra i dossier in cima all’agenda di palazzo Chigi dal febbraio 2022, sarà al centro del dibattito politico italiano. A Roma, infatti, prenderà il via la Conferenza per la Ricostruzione dell’Ucraina, alla quale parteciperanno quindici capi di Stato e di governo – attesa anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen -, duemila aziende registrate, tra italiane, ucraine e straniere, quattromila partecipanti. Numeri che restituiscono il peso sullo scacchiere geopolitico del nostro Paese. «Sostenere l’Ucraina resta una priorità per la nostra sicurezza e per il nostro futuro», ha scritto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ricordando, in un editoriale pubblicato alla vigilia del summit, che l’obiettivo del governo italiano rimane sempre lo stesso: «Arrivare a un cessate il fuoco e a una pace giusta e duratura». Nelle ultime ore, anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è intervenuto sul tema, facendo il punto della situazione: «Si sta intensificando la pressione russa nella conquista di territorio, come vediamo dai bombardamenti di questi giorni e dall’altra parte c’ènecessariamente una stanchezza ucraina, dovuta al fatto che isoldati nella guerra sono la cosa più deperibile: esiste un collo di bottiglia determinato dalla popolazione dei due Stati e dal fatto che per Putin non contino i morti e i morti russi sono arrivati a quasi un milione», ha detto, intervenendo alla presentazione del libro “Sottoattacco” di Enrico Borghi, al Centro studi americani.