Permessi aggiuntivi, retribuiti e non, per le cure e priorità nello smart working

Via libera definito del Parlamento alla proposta di legge che riconosce un congedo ai lavoratori e alle lavoratrici malati oncologici. La proposta, che ha come prima firmataria la deputata Dem Debora Serracchiani e come relatrice la leghista Elena Murelli, è stata approvata all’unanimità, a dimostrazione della particolare sensibilità sul tema. Si tratta di interventi aggiuntivi rispetto a quelli già previsti di legge o per contratto collettivo. I lavoratori, sia pubblici che privati, con malattia oncologica o malattia invalidante o cronica, anche rara, che comporta una invalidità pari ad almeno il 74% della capacità lavorativa, possono chiedere fino a due anni, continuativi o frazionati, di congedo. Tale congedo non è però retribuito, rispetto ad altre forme di congedo previste dalla legge. Il congedo si riduce a 300 giorni nell’anno solare, se la richiesta arriva da un lavoratore o una lavoratrice autonoma. Nello specifico, per i lavoratori dipendenti il congedo passa da 180 giorni a 24 mesi. È ammessa la possibilità, per i beneficiari, di riscattare il periodo fruito sotto il profilo contributivo con versamenti volontari, con effetti positivi sul versante previdenziale. La legge prevede anche dieci ore di permesso retribuito, sempre aggiuntive, e un canale privilegiato di accesso allo smart working. Il ricorso al lavoro agile è successivo al periodo di congedo e compatibile con le mansioni svolte.