«Deluso che Putin non si sia fermato»

Dietrofront. ll presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che gli Usa invieranno «altre armi» a Kiev, annullando de facto la sospensione degli aiuti militari, decisa solo qualche giorno fa. Determinante, in questo senso, l’esito della conversazione telefonica tra Trump e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, durante la quale non è emersa la volontà della Russia di stoppare le operazioni militari e intavolare una trattativa di pace. «Non sono affatto contento del presidente Putin. Se posso fermare una guerra, sapete, perché ho la capacità di farlo… Sono deluso, francamente, che il presidente Putin non si sia fermato», ha detto Trump, replicando alle domande dei cronisti, nel corso della cena alla Casa Bianca con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. «Invieremo altre armi. Dobbiamo farlo. Devono essere in grado di difendersi. Ora vengono colpiti molto duramente», ha aggiunto Trump. Gli attacchi russi, infatti, non si arrestano, ma proseguono quotidianamente, seppure con intensità diverse, spesso colpendo anche obiettivi civili: nella notte, ad esempio, la Russia ha lanciato oltre 50 droni, una grossa parte dei quali è stata abbattuta dalle forze armate ucraine (dopo la telefonata Trump-Putin, si è registrata una recrudescenza del conflitto, con l’esercito russo che in una sola settimana ha lanciato contro il territorio ucraino oltre 1.200 droni, una quarantina di missili e quasi mille KAB, le bombe aeree guidate).