Le amministrazioni pubbliche puntano ad abbassare l’età media del personale
Nei primi sei mesi dell’anno, le pubbliche amministrazioni hanno aperto circa novemila bandi per il reclutamento di oltre 91mila unità di personale, che si aggiungono ai circa 350mila ingressi già definiti nei due anni precedenti. Numeri decisamente importanti che chiariscono il tentativo di recuperare il tempo perso negli anni passati a causa del blocco delle assunzioni, diventato più stringente con l’avvento del governo Monti. Da qualche tempo, i bandi passano tutti per il portale InPA, un aspetto che ha permesso di rendere più agevole la conoscenza delle opportunità in campo, rispetto al passato quando era solo la Gazzetta ufficiale il veicolo di informazione. Sul medesimo portale, sono già presente circa due milioni di candidature. L’obiettivo primario, insieme a quello di andare ad implementare le piante organiche, fortemente ridottesi negli ultimi quindici anni, è migliorare le competenze e, quindi, accrescere l’efficienza della macchina amministrativa. Non è infatti un caso che la pubblica amministrazione è alla ricerca di personale con importanti conoscenze informatiche. Nel complesso, le amministrazioni stanno provando anche ad abbassare l’età media, oggi sopra ai 50 anni. Nel frattempo, secondo i primi dati, diverse amministrazioni non starebbero sfruttando la norma della legge di bilancio che permettere di trattenere in servizio il personale oltre ai limiti ordinamentali previsti.