di Francesco Paolo Capone

Mentre in Europa siamo in attesa di ricevere comunicazioni dagli Usa, che dovrebbero arrivare intorno alle ore 18.00 di oggi, su dazi e accordi commerciali, la nostra industria e, con essa intesa anche quella europea, si sta ri-organizzando e reinventando nell’affrontare una fase epocale di transizioni, che l’incertezza diffusa dalla politica commerciale Usa di certo non facilita.
Se a Torino, nella storica fabbrica di Mirafiori, debutta la Nuova 500 ibrida, una scommessa per lo stabilimento andato in crisi con la Fiat 500 elettrica, con buone possibilità di riuscita, dimostrando così che la neutralità tecnologica era ed è la strada da percorrere, si è tenuto oggi in videoconferenza un incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro francese per l’Industria e l’Energia, Marc Ferracci, e i rappresentanti di Germania, Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Svezia, sul futuro delle industrie energivore, chimica e siderurgica. Un confronto nel quale l’Italia ha, giustamente, evidenziato la necessità di rafforzare la competitività a tutela sia della chimica di base sia della biochimica e sostenere i processi in atto di riconversione delle produzioni di bioplastiche, biofuel e materiali bio-based. Come per l’automotive, è necessario altresì attivare in sede europea strumenti finanziari adeguati a sostenere le transizioni nei vari comparti, con incentivi alla ricerca e all’innovazione, nonché alla produzione di biocarburanti e di idrogeno pulito. Nel caso dell’automotive, gli investimenti vanno indirizzati alle infrastrutture come stazioni di ricarica e la rete di distribuzione dell’energia, nonché per competere con mercati, come quelli asiatici, molto più avanzati del nostro.
Per la siderurgia, in aggiunta alle azioni già proposte da Bruxelles nel Piano acciaio del 19 marzo scorso, come UGL approviamo l’idea sostenuta sempre dall’Italia di stimolare la domanda interna per rafforzare l’intera filiera e intervenire sull’export del rottame ferroso, risorsa fondamentale nella fase di transizione verso una siderurgia sostenibile.
Per l’UGL, industria e energia sono strettamente connesse, sostenendo come, attraverso importanti convegni in materia, sia necessario raggiungere anche una sovranità energetica, senza la quale non solo l’Italia ma qualsiasi Paese è destinato ad arretrare. C’è bisogno sempre più urgente di un salto di qualità industriale e culturale nella produzione dell’energia e delle “diverse energie”, come quella nucleare, che il governo Meloni sta dimostrando di voler compiere per superare quell’oscurantismo, di cui sono ancora sostenitori i partiti di opposizione, a causa del quale l’Italia continua a pagare un prezzo molto alto in termini economici e anche di innovazione.