di Francesco Paolo Capone
Quanto accaduto stamattina a Roma aiuta a comprendere e, quindi, a diventare consapevoli di quanto, purtroppo, le nostre vite siano esposte al rischio. I “semplici” dati, come quelli pubblicati ieri dall’Inail, pur impressionanti, forse non riescono a dare una rappresentazione visiva efficace di quanto la sicurezza sul lavoro e i nostri singoli, rispettivi, comportamenti responsabili entrino in gioco e siano determinanti nella vita di tutti i giorni.
I dati dell’Inail hanno registrato per il 2024 ben 1.189 infortuni mortali sul lavoro. Si tratta di un dato allarmante che – è l’obiettivo della massiccia campagna UGL di sensibilizzazione in materia – dovrebbe essere percepito dalla coscienza collettiva – in primis delle istituzioni – intollerabile per una Repubblica fondata sul diritto al lavoro, come sancito dalla nostra Costituzione.
Eppure, i numeri parlano chiaro: 1.189 morti si configurano come una vera e propria strage e di fronte ad una strage non è ammissibile parlare di fatalità. Per questo, come rilevato dallo stesso Inail, è indispensabile promuovere un approccio sistemico e condiviso, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali nella diffusione capillare e trasversale di una vera cultura della prevenzione. Diventa, quindi, prioritario rafforzare il coordinamento tra le banche dati per un monitoraggio più efficace, investire in controlli più stringenti e potenziare la formazione, a partire dalle scuole.
Per quanto accaduto a Roma, invece, è sufficiente, ma forse non abbastanza, guardare foto e video, per avere rappresentazione plastica della tragedia che è stata sfiorata e che comunque ha mandato in ospedale 29 persone, di cui una, il gestore della stazione di servizio in cui è avvenuta l’esplosione, da tutti descritta «come una bomba» e avvertita in quasi tutta la città, in codice rosso. Se tutto fosse avvenuto mezz’ora più tardi, quando, cioè, il centro estivo adiacente avesse ospitato almeno 70 bambini, avremmo assistito ad una indicibile tragedia.
Questo evento, affinché non risulti inutile, impone una riflessione urgente sui controlli infrastrutturali e le misure di prevenzione nelle aree urbane densamente popolate. È necessario un coordinamento più efficace tra enti territoriali, forze di protezione civile e istituzioni cittadine per garantire sicurezza e tempestività d’intervento. Occorre anche formare adeguatamente gli operatori coinvolti nelle emergenze e rafforzare la cultura della prevenzione.
Infine, a nome di tutta l’UGL, esprimo profonda e sentita solidarietà alle forze dell’ordine e alle persone rimaste ferite, alle famiglie coinvolte e all’intera comunità locale, chiedendo alle autorità competenti di operare al massimo delle loro capacità per mettere in sicurezza la zona, verificare le cause dell’incidente e garantire il più rapido ripristino delle condizioni di normalità per residenti e attività lavorative. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia: la tutela delle persone viene prima di tutto.