Bene la grande distribuzione, segno “meno” per le piccole imprese
Per il mese di maggio l’Istat segnala una contrazione congiunturale delle vendite al dettaglio, sia in termini di valore (-0,4%) che in termini di volume (-0,5%). A diminuire sono state soprattutto le vendite di beni alimentari (-0,9% in valore e -1,2% in volume), mentre quelle di prodotti non alimentari risultano stabili. Andamento contrastante, invece, a livello tendenziale: rispetto ad un anno prima, le vendite al dettaglio sono aumentate dell’1,3% in valore, diminuendo però leggermente (-0,3%) in termini di volume. Su base annua le vendite dei beni alimentari sono salite del 2,5% in valore, ma sono scese di quasi mezzo punto percentuale in valore (-0,4%). Andamento similare per quelle di beni non alimentari, che riportano rispettivamente un +0,4% ed in -0,1%. Entrando più nel dettaglio, l’Istat segnala aumenti annui per le vendite di Prodotti di profumeria, cura della persona (+4,3%) e Foto ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (+2,7%) e miminuzioni consistenti per Cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,5%) e Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-2,6%). Per quanto riguarda le diverse forme distributive, secondo le rilevazioni la grande distribuzione ha registrato un aumento del 3,2% delle vendite, a fronte del -0,4% che ha interessato quelle delle imprese opreanti su piccole superfici e del -0,9% del commercio elettronico. Stabili le vendite fuori dai negozi. Commentando i dati, la Confcommercio ha postop l’accento sulle difficoltà dei negozi di prossimità: «Senza una robusta ripresa della spesa delle famiglie si acuisce il rischio di desertificazione commerciale nelle città italiane».