Zelensky: «Dobbiamo garantire protezione nostro popolo»
La sospensione della fornitura di armi statunitensi all’Ucraina, resa nota nelle scorse ore da esponenti dell’amministrazione Usa, è una doccia gelata per Kiev. Senza il sostegno americano, è il pensiero che filtra in Ucraina (e nell’UE), la situazione potrebbe precipitare in un tempo anche breve. Sebbene fonti ucraine abbiano riferito – così come riportato da diversi media internazionali – che le trattative tra le parti siano in corso (è attesa domani una telefonata tra il leader ucraino e il presidente Trump, il quale oggi ha avuto invece una chiamata con il leader del Cremlino Vladimir Putin), aumentano i timori per la difesa, peraltro già in difficoltà. «A livello operativo tra Ucraina e Stati Uniti si stanno definendo tutti i dettagli della fornitura di supporto alla difesa, inclusa la componente di difesa aerea. In un modo o nell’altro, dobbiamo garantire la protezione del nostro popolo», ha affermato ieri il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. «È importante per tutti noi in Ucraina che ognuno usi ora la propria influenza personale per raggiungere un risultato collettivo. Il continuo sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina, alla nostra difesa, al nostro popolo, è nel nostro interesse comune», ha quindi aggiunto. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe, ha intanto fatto sapere in merito alla programmazione di un terzo round di colloqui tra le delegazioni dei due paesi in conflitto che «non ci sono intoppi» e che «entrambe le parti sono in attesa di proposte sulle date». Zelensky è oggi in visita in Danimarca, in occasione della cerimonia di inizio presidenza di turno danese dell’UE ad Aahrus. Incontri con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la premier danese, Mette Frederiksen.